Con i video della sua vita e della sua beatificazione di Tele Liguria Sud

117 anni fa, esattamente il 24 agosto del 1904, nasceva alla Spezia in seno ad una famiglia di insegnanti elementari Itala Mela, che diventerà prima studentessa e poi docente di lettere al liceo classico “Lorenzo Costa” ed infine oblata benedettina, ma che oggi è considerata soprattutto come una figura da annoverare fra i più grandi mistici del Novecento, autrice di una serie di scritti che si possono configurare principalmente come la Storia di un’anima, alla maniera di quelli di santa Teresina di Lisieux, dottore della Chiesa.

Dopo un’adolescenza e una giovinezza vissute lontane dalla fede, nell’estate del ‘24 Itala ebbe la sua prima sensazione di una chiamata religiosa nella chiesa di Nostra Signora della Salute in piazza Brin.

Al 3 agosto del 1928 risale invece un’importante esperienza mistica nella chiesa di San Francesco a Pontremoli (MS) che orienterà la sua vita verso la contemplazione dell’Inabitazione trinitaria (o coabitazione, è un concetto di teologia cattolica atto a indicare una presenza particolare di Dio nell’anima di una persona – ndr).

«Tu la farai conoscere» sono le parole che si sente dire mentre è inginocchiata al confessionale e una grande luce l’avvolge, per cui sceglierà di farsi chiamare “Maria della Trinità”.

A soli 25 anni Itala dovette però interrompere gradualmente prima tutti i suoi impegni a livello nazionale nella FUCI (Federazione Universitaria Cattolica Italiana), poi nel campo dell’insegnamento e infine nel suo progetto di diventare monaca benedettina di clausura nel monastero belga di Mont Vierge, a causa delle sue condizioni di salute in continuo peggioramento per una pleurite seguita da endocardite e successive ulteriori complicazioni con problemi di stomaco, calcolosi epatica, dolori cervicali, artriti e artrosi sino alle fatali embolie e paralisi.

Morirà nella sua ultima abitazione, nel palazzo al numero 1 di via del Torretto che si trova nell’angolo dove questa s’affaccia sulla piazzetta del Bastione, appartamento diventato come una cella monastica, il 29 aprile del 1957.

Iniziato il processo canonico per la sua beatificazione, nel novembre del ’76 Itala è stata nominata “serva di Dio” e nel giugno del 2017 è stata dichiarata “beata”: del fatto si è ampiamente occupato il nostro giornale (cfr. i numeri di Lerici In di aprile, maggio e giugno 2017).

La sua città non si è mai dimenticata di lei e ha costituito un ideale percorso che parte dalla cripta di Cristo Re, situata sotto i portici di via Veneto e sopra cui si staglia la cattedrale, dove dal 1984 riposano le spoglie mortali di Itala. Davanti la grande distesa di piazza Europa, in cui è avvenuta la liturgia di beatificazione.

Il 27 aprile del 2019 è stata posta una targa commemorativa sulla facciata della casa natale di Itala, al numero civico 28 di Via della Cernaia (foto sopra); poco più verso mare rispetto alla parallela gradinata della Cernaia le è stata dedicata un’altra bella scalinata che raccorda Via XXVII Marzo con Via dei Colli (foto sopra);  infine occorre non dimenticare che nel monastero benedettino di “Santa Maria del Mare” (al Castellazzo) era già stato in precedenza allestito un piccolo museo con la sua camera da letto, libri e vari oggetti d’uso personale (foto sopra).

Un’ascensione che vivamente consigliamo alla parte alta della città della Spezia, agli spazi più vicini al-l’azzurro del cielo e alla visione sconfinata di quello del mare, che può costituire, per chi lo voglia, un percorso di pellegrinaggio in questi mesi assolati, alla ricerca di una dimensione meditativa conciliata dalla bellezza della natura e dall’insegnamento spirituale di questa nostra concittadina, che era solita raccomandare a se stessa: «Niente con fretta, niente con noia, niente tanto per fare!». Ottimo consiglio che vale anche per noi.

Maria Luisa Eguez