Le epidemie nella storia locale: dal “castigo divino” ai vaccini

Nella foto le torture e l’esecuzione degli “untori” durante la peste a Milano del 1630. Aanon. (Orazio Colombo) dopo l’incisione di “Bassano” o “Francesco Vallato” – (Wellcome collection-Londra)

Moltissime e spaventose furono le epidemie che dilagarono anche nelle nostre zone. Il rischio pandemia da Covid-19 che stiamo vivendo in questi giorni drammatici ci ha colti di sorpresa e sta modificando radicalmente i nostri stili di vita e le nostre certezze, costringendoci a fare i conti con una paura che è tutt’altro che irrazionale ed ingiustificata. Da sempre le epidemie hanno creato angoscia e terrore nella storia dell’umanità perché seminavano morti a migliaia e nello stesso momento. La malattia e la morte individuale sono una tragedia del singolo e della sua famiglia; la morte in
massa aggiungeva il senso del tormento, della catastrofe, della fine collettiva. Da tempi immemorabili la peste era considerata un flagello divino, ragion per cui essa veniva esorcizzata facendo ricorso alla mediazione dei santi, come San Rocco, o della Madonna. Oltre ad essere interpretate come castigo divino, le pestilenze vennero affrontate facendo ricorso all’astrologia (congiunzioni ed opposizioni di pianeti) o alla teoria dell’avvelenamento: ad ebrei e lebbrosi venne attribuita la responsabilità della peste nera del 1300, agli “untori” – come scrive Manzoni nei Promessi Sposi – quella del 1630; oggi i “colpevoli” sembrano essere i cinesi. Insomma, la colpa a qualcuno bisogna pur sempre attribuirla!

La ricerca inizia da questo numero a cura di Luciana Piazzi

Di Sandro

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